La rottamazione ter, introdotta dal decreto fiscale (art. 3 D.L. 23 ottobre 2018, n. 119), prevede una serie di adempimenti a carico sia dei contribuenti che dell’agente della riscossione.
In questo video si riassumono quali sono le scadenze da ricordare per adempiere correttamente.
Si riapre, per la terza volta, la definizione agevolata dei ruoli: a prevederlo è il decreto collegato alla manovra di Bilancio 2019. Le possibilità, però, sono molto più estese rispetto alle precedenti versioni, in quanto l’agevolazione interessa i carichi affidati al concessionario della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017. Inoltre, è prevista una più ampia rateizzazione, anche con riferimento alle somme dovute con la precedente rottamazione, l’annullamento di tutti i carichi dal 2000 al 2010 di importo sino a 1.000 euro e la rottamazione delle somme a titolo di risorse proprie UE.
Il decreto collegato alla manovra 2018 (D.L. n. 148/2017) ha riaperto la possibilità di aderire alla definizione agevolata dei ruoli (c.d. rottamazione bis). Nell’iter di conversione in legge del decreto sono state apportate alcune significative modifiche alla disciplina originaria, tra cui, la riapertura anche per i ruoli 2000-2016.
L’Agenzia delle entrate si accinge a cambiare volto: non solo ente deputato ai controlli, ma soggetto capace di intercettare i problemi dei contribuenti e fornire la soluzione.
Anche per il 2017 è possibile, per imprese e professionisti che vantano crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione, la compensazione con eventuali cartelle esattoriali. A stabilirlo è il Ministero dell’Economia e delle finanze con il D.M. 9 agosto 2017, in vigore dal 21 agosto 2017. La compensazione riguarda i carichi affidati agli agenti della riscossione entro il 31 dicembre 2016: vengono in tal modo ricompresi anche i debiti relativi alla rottamazione delle cartelle. Le nuove norme arrivano in ritardo rispetto alla scadenza del 31 luglio 2017, per il versamento della prima (o unica) rata delle somme da rottamazione. Si pongono pertanto alcune questioni procedurali.
Per i ruoli consegnati all’agente della riscossione a partire dal 1° luglio 2017 cambia la cartella di pagamento. Con provvedimento del 14 luglio 2017, l’Agenzia delle Entrate ha approvato un nuovo modello di cartella che, oltre a recepire le novità sulla gestione del servizio nazionale della riscossione, passato all’ente Agenzia delle Entrate-Riscossione, contiene anche alcune semplificazioni. In particolare, la nuova cartella di pagamento mira a rappresentare in modo più chiaro gli importi dovuti, attraverso una nuova impostazione grafica e l’utilizzo di colori per individuare gli enti creditori.
La rottamazione dei ruoli di Equitalia sembra andare a gonfie vele: si parla di un grande interesse da parte dei contribuenti ed un numero elevato di adesioni (ad oggi circa 600.000). Ma c’è da chiedersi se, al di là dei numeri, l’operazione si rivelerà uno strepitoso successo o, piuttosto, una discreta manovra per alleggerire il carico di debiti pendenti con l’ente di riscossione. Cerchiamo di capire come stanno davvero le cose.
La definizione dei ruoli non si perfeziona con la presentazione della dichiarazione o con il versamento della prima rata (in caso di opzione per il pagamento rateale), ma con il pagamento integrale e tempestivo delle somme dovute. Ma cosa accade se non si versa una ovvero l’unica rata? E se c’era un vecchio piano di dilazione? È intervenuta a chiarire i dubbi l’Agenzia delle Entrate che, con la circolare n. 2/E dell’8 marzo 2017, ha fornito indicazioni sulla rottamazione dei ruoli introdotta dal decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2017.