Il concordato preventivo biennale fa il suo debutto nella dichiarazione dei redditi 2025. A seconda che il contribuente che ha aderito al CPB sia un soggetto ISA ovvero un forfetario, cambiano non solo i quadri cui fare riferimento, ma anche le modalità di compilazione. Infatti, per i soggetti ISA va utilizzato il quadro CP, che costituisce una novità assoluta; i forfetari invece compilano una apposita sezione del quadro LM che è tradizionalmente loro dedicato.
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Modello 730: quali sono le novità della dichiarazione 2025?
Il modello 730/2025 è stato approvato in via definitiva dall’Agenzia delle Entrate. Il dichiarativo prevede due nuovi quadri (M e T) da utilizzare per dichiarare redditi a tassazione separata, a imposta sostitutiva e di natura finanziaria, oltre che per le rivalutazioni dei terreni e delle partecipazioni. Non mancano, poi, altre novità che interessano i redditi di lavoro dipendente, ad esempio, l’indicazione del bonus tredicesima, i redditi dei terreni per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali, le locazioni brevi e le detrazioni, che subiscono una riduzione per i contribuenti con redditi medio alti. Da non tralasciare nemmeno l’impatto che le nuove aliquote e scaglioni IRPEF avranno sulla liquidazione della dichiarazione. Ci sono anche le conferme: la dichiarazione può essere invita sia in modalità precompilata che tradizionale e il termine ultimo resta fissato al 30 settembre.
Riduzione del cuneo fiscale: novità dal 2025 con qualche dubbio applicativo
La legge di Bilancio 2025 è intervenuta con alcune norme a sostegno del reddito, con una particolare attenzione alla riduzione del cuneo fiscale. Ma, a differenza della riduzione contributiva attuata negli ultimi anni, ha optato per l’abbassamento del carico fiscale dei lavoratori dipendenti attraverso la concessione di un bonus esentasse per i redditi fino a 20.000 euro e di una ulteriore detrazione per quelli fino a 40.000 euro. Si tratta di una scelta di politica economica che, però, nasconde alcune insidie, soprattutto per i sostituti d’imposta.
Decreto IRPEF-IRES: reddito di lavoro autonomo tra conferme e novità
La legge delega per la riforma fiscale ha previsto la semplificazione e razionalizzazione dei criteri di determinazione del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni. Con il decreto IRPEF-IRES, attuativo del secondo modulo della riforma, si assiste a una revisione dei criteri di determinazione del reddito, per avvicinare quanto più possibile le regole a quelle previste per il reddito d’impresa. Ma sono stati davvero attuati tutti i principi contenuti nella delega fiscale? Oppure ci sono ulteriori margini per attuare una vera e completa riforma del reddito di lavoro autonomo?
IRPEF 2025: cosa ci riserva la legge di Bilancio?
La legge di Bilancio 2025, sebbene ancora in discussione parlamentare, prevede alcune novità in materia di IRPEF. Infatti, verranno confermate in via definitiva le tre aliquote del 23%, 35% e 43% con i corrispondenti scaglioni di reddito introdotti in via temporanea per il 2024. Inoltre, per i lavoratori dipendenti non solo verrà confermato anche il trattamento integrativo di 1.200 euro ma, ai contribuenti con reddito fino a 40.000 euro, spetterà un’ulteriore somma esentasse variabile in funzione del reddito. Tutto ciò in previsione di un’ulteriore riduzione della pressione fiscale da attuare con i proventi (ancora tutti da verificare…) del concordato preventivo biennale.
Saldo IMU 2024: come calcolare l’imposta da versare
Entro il 16 dicembre 2024 i contribuenti sono chiamati al versamento dell’IMU a saldo per l’anno 2024. Si tratta del versamento dell’imposta calcolata con le aliquote 2024 al netto di quanto già versato a giugno come prima rata. Da quest’anno sono esonerati dal versamento i proprietari di immobili occupati abusivamente come stabilito dalla Consulta con la sentenza n. 60/2024. Eseguito il versamento, è tempo di iniziare ad approfondire le novità in arrivo dal 2025, anno in cui si registrerà una vera e propria rivoluzione in materia di aliquote.
Ravvedimento operoso: attenzione alle novità della riforma fiscale
A partire dalle violazioni commesse dal 1° settembre 2024, la riforma delle sanzioni tributarie (D.Lgs. n. 87/2024) ha cambiato anche le regole sul ravvedimento operoso. Restano comunque confermate le riduzioni a 1/10 per i ravvedimenti entro 30 giorni, 1/9 per quelli entro 90 giorni e 1/8 entro la dichiarazione o un anno, così come il ravvedimento sprint entro 15 giorni, mentre cambiano le regole per tutti gli altri ravvedimenti. Attenzione però a tener conto, nei calcoli, delle nuove sanzioni che, per gli omessi versamenti, passano dal 30% al 25%.
Nuovi limiti alle compensazioni: le regole operative dopo il decreto Agevolazioni fiscali
Il decreto Agevolazioni fiscali ha introdotto una stretta alle compensazioni dei crediti derivanti dai bonus edilizi per chi ha debiti iscritti a ruolo per importi complessivamente superiori a 10.000 euro, scaduti da almeno 30 giorni e per i quali non siano in essere provvedimenti di sospensione o rateazione. Oltre a ciò, però, allenta i limiti alle compensazioni in generale previsti dalla legge di Bilancio 2024 eliminando, tra le altre cose, il divieto in caso di rateazione in corso o di integrale rimozione dell’ammontare dei debiti scaduti.
Modello 730/2024: i soggetti interessati alla compilazione dei quadri
Il modello 730/2024 si aggiorna: oltre alle novità previste dalla riforma fiscale, ad esempio l’ampliamento delle fattispecie che possono essere dichiarate, quali le attività finanziarie estere o i redditi di capitale di fonte estera, e l’estensione dell’utilizzo della dichiarazione senza sostituto d’imposta (essendo, indifferente, da quest’anno, la presenza o meno di un sostituto che può effettuare i conguagli), cambiano anche i singoli quadri del modello. Nel quadro C, destinato ai redditi di lavoro dipendente, debuttano le nuove regole sul lavoro sportivo e sulle mance ai dipendenti del settore ricettivo. Altre novità si registrano per le spese edilizie detraibili e i crediti d’imposta.
Accertamento tributario: la riforma punta su contradditorio preventivo e adesione
Il decreto di revisione e semplificazione del procedimento accertativo, attuativo della riforma fiscale, contiene molte novità. In linea generale, l’obiettivo è quello di un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo. Tra le altre cose, si prevede l’inserimento degli atti volti al recupero dei crediti indebitamente compensati nell’elencazione degli atti definibili in adesione e si introduce anche l’adesione agevolata dei PVC. Inoltre, particolare importanza rivestono le nuove disposizioni sul recupero dei crediti, sia non spettanti che inesistenti, utilizzati indebitamente in compensazione.