La legge di Bilancio 2026 ha introdotto, seppur con effetto dal 1° gennaio 2028, l’obbligo di effettuare una ritenuta d’acconto dello 0,5% (1% dal 2029) sui corrispettivi per le prestazioni di servizi e le cessioni di beni effettuate nell’esercizio di imprese da soggetti residenti e da stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti. Si tratta di una svolta epocale perché, per la prima volta, si introduce l’obbligo generalizzato di assoggettare a ritenuta tutte le operazioni tra imprese. Il nuovo obbligo solleva dubbi e, soprattutto, timori: in particolare, che si traduca solo in un aggravio di adempimenti difficilmente sostenibile per le imprese.
I podcast di StudioCinieri
In questa sezione puoi ascoltare tutte le novità fiscali e tanto altro

Domicilio digitale speciale: cos’è e perché non se ne può fare a meno
È attivo un utilissimo servizio dell’Agenzia delle Entrate che permette di comunicare un proprio domicilio digitale speciale, cioè un indirizzo di posta elettronica certificata, che sostituisce il recapito fisico per l’invio delle comunicazioni con valore legale da parte non solo dell’Agenzia delle Entrate, ma anche dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (come atti, notifiche, avvisi e cartelle di pagamento). Il servizio è rivolto ai privati cittadini e ai professionisti ed enti che non hanno l’obbligo di legge di avere una PEC registrata nell’elenco INI-PEC. Scopriamo come si attiva il servizio e, soprattutto, quali sono i vantaggi di avere un domicilio digitale speciale.
Mappe catastali in consultazione gratuita per tutti: come fare
L’Agenzia delle Entrate ha attivato un nuovo servizio gratuito per consultare e scaricare le mappe catastali del territorio italiano. La novità è che si tratta di un servizio rivolto a tutti i cittadini, non più solo ai professionisti del settore quali geometri o ingegneri. In precedenza, infatti, questo tipo di servizio era riservato ai professionisti tramite la piattaforma Sister. Ora, invece, è sufficiente possedere uno SPID o una carta di identità elettronica e si può accedere, senza alcun costo, a un imponente patrimonio di carte catastali. Ma come funziona? Lo spieghiamo in questo podcast.
Rottamazione quinquies: cosa si può migliorare
La nuova rottamazione delle cartelle, introdotta nella legge di Bilancio 2026 (A.S. 1689), si presta già a qualche riflessione, utile al fine di eventuali revisioni nel corso dell’iter parlamentare. Ad esempio, il periodo definibile fissato dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, potrebbe essere esteso per intercettare le situazioni debitorie più recenti. Un altro punto d’attenzione è legato alle conseguenze della scelta di una rateazione molto lunga: con un tasso di interesse annuo del 4%, il doppio di quello fissato nelle precedenti rottamazioni, il rischio è di ritrovarsi a versare un importo molto gravoso per oneri finanziari.
Fringe benefits auto aziendali: le regole da non dimenticare
La disciplina sul trattamento fiscale dei fringe benefits relativi alle auto aziendali e, in particolare, alla concessione in uso promiscuo dei veicoli ai dipendenti ha subìto, a partire dal 2020, continui rimaneggiamenti. L’intento del Legislatore è stato quello di rendere sempre più appetibile il rinnovo delle flotte aziendali sostituendo i veicoli più inquinanti con quelli ecologici. Ma c’è da chiedersi se il sovrapporsi di così tante regole in un lasso di tempo relativamente ristretto non abbia portato a molte complicazioni, tenendo conto anche di alcuni controversi documenti di prassi emanati negli ultimi mesi.
Precompilata 2025: attenzione ai forfetari e alle date per invio e annullamento
La dichiarazione precompilata 2025, che è possibile inviare, con o senza modifiche, a partire dal 15 maggio 2025, contiene alcune particolarità. Tra queste, occorre porre particolare attenzione ai dati precaricati per i contribuenti forfetari, che necessitano di un controllo da parte degli interessati. Inoltre, sono tante le scadenze da ricordare, oltre a quelle (differenziate tra 730 e modello Redditi) di presentazione: infatti, entro alcune date intermedie è possibile annullare l’invio effettuato o rinviare la dichiarazione sostitutiva.
Concordato preventivo biennale: attenzione alla compilazione di Redditi 2025
Il concordato preventivo biennale fa il suo debutto nella dichiarazione dei redditi 2025. A seconda che il contribuente che ha aderito al CPB sia un soggetto ISA ovvero un forfetario, cambiano non solo i quadri cui fare riferimento, ma anche le modalità di compilazione. Infatti, per i soggetti ISA va utilizzato il quadro CP, che costituisce una novità assoluta; i forfetari invece compilano una apposita sezione del quadro LM che è tradizionalmente loro dedicato.
Modello 730: quali sono le novità della dichiarazione 2025?
Il modello 730/2025 è stato approvato in via definitiva dall’Agenzia delle Entrate. Il dichiarativo prevede due nuovi quadri (M e T) da utilizzare per dichiarare redditi a tassazione separata, a imposta sostitutiva e di natura finanziaria, oltre che per le rivalutazioni dei terreni e delle partecipazioni. Non mancano, poi, altre novità che interessano i redditi di lavoro dipendente, ad esempio, l’indicazione del bonus tredicesima, i redditi dei terreni per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali, le locazioni brevi e le detrazioni, che subiscono una riduzione per i contribuenti con redditi medio alti. Da non tralasciare nemmeno l’impatto che le nuove aliquote e scaglioni IRPEF avranno sulla liquidazione della dichiarazione. Ci sono anche le conferme: la dichiarazione può essere invita sia in modalità precompilata che tradizionale e il termine ultimo resta fissato al 30 settembre.
Riduzione del cuneo fiscale: novità dal 2025 con qualche dubbio applicativo
La legge di Bilancio 2025 è intervenuta con alcune norme a sostegno del reddito, con una particolare attenzione alla riduzione del cuneo fiscale. Ma, a differenza della riduzione contributiva attuata negli ultimi anni, ha optato per l’abbassamento del carico fiscale dei lavoratori dipendenti attraverso la concessione di un bonus esentasse per i redditi fino a 20.000 euro e di una ulteriore detrazione per quelli fino a 40.000 euro. Si tratta di una scelta di politica economica che, però, nasconde alcune insidie, soprattutto per i sostituti d’imposta.
Decreto IRPEF-IRES: reddito di lavoro autonomo tra conferme e novità
La legge delega per la riforma fiscale ha previsto la semplificazione e razionalizzazione dei criteri di determinazione del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni. Con il decreto IRPEF-IRES, attuativo del secondo modulo della riforma, si assiste a una revisione dei criteri di determinazione del reddito, per avvicinare quanto più possibile le regole a quelle previste per il reddito d’impresa. Ma sono stati davvero attuati tutti i principi contenuti nella delega fiscale? Oppure ci sono ulteriori margini per attuare una vera e completa riforma del reddito di lavoro autonomo?
